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"Le Rune Del Lupo" è un' associazione ludico culturale apolitica e senza scopo di lucro il cui fine è quello di sperimentare, valutare e divulgare il gioco in ogni sua forma permessa, per le sue potenzialità socializzanti, educative e di stimolo culturale.

Per capire meglio questa stretta relazione tra il ludico ed il culturale, è bene definire con precisione quello che intendiamo per gioco e a quali tipologie in particolare ci siamo interessati.

Innanzitutto le due forme principali sono quelle del gioco in scatola e di quello di interpretazione, comunemente detto di ruolo.

 Cosa mi può insegnare un gioco in scatola?

 Giochi come "Monopoli", "Risiko" o "Non ti Arrabbiare", per citarne alcuni, fanno parte della nostra cultura, a prescindere dall'età che abbiamo, e basta ricordare quanto entusiasmavano e coinvolgevano i partecipanti per rispondere da soli alla domanda.

I giochi in scatola più complessi, a prescindere dal loro scopo finale hanno una propria ambientazione, con precisi riferimenti di spazio e tempo, a volte anche con delle connotazioni fantastiche. E' evidente che immergersi in qualcosa che ne presuppone l'approfondimento, crea una crescita culturale dal punto di vista storico, sociale, geografico e tecnologico. Prendiamo alcuni esempi, senza riportarne i nomi specifici: abbiamo a disposizione materiale a riguardo di vari periodi del passato, dal Medioevo alla seconda Guerra Mondiale, che rievocano con molto realismo momenti che spesso soltanto in qualche libro di scuola abbiamo avuto l'occasione di imparare. Approfondimenti di tipo politico e geografico, rivissuti nel presente tramite la possibilità di immedesimarsi nella gestione strategica ed economica dell'epoca.

 Ma il gioco ha solo la funzione di farmi imparare qualcosa di nuovo?

 No. C'è da sottolineare la sua importantissima funzione aggregante. Tutte le attività che si svolgono sono di gruppo, mai individuali né con l'ausilio del computer. Questo per due motivi molto semplici: da un lato ci confrontiamo di continuo con gli altri, socializzando spontaneamente e legandoci ad interessi comuni in continua espansione, dall'altro viviamo incontri la cui base è l'entusiasmo, l'interpretazione e il coinvolgimento della persona, in maniera più aperta e meno introversa rispetto a quella nei confronti del computer.

Da questo punto di vista, per incentivare l'aspetto della cultura giovanile dello "stare insieme", abbiamo preferito che il contatto umano di gruppo sia la base di ogni attività che svolgiamo e che svolgeremo.

 Bene per i giochi in scatola, ma il gioco di ruolo?

 I giochi di ruolo godono di crescente popolarità. In tutto il mondo, dove i titoli pubblicati sono ormai più di trecento, capostipite "Dungeons & Dragons", del 1974. In Italia, vengono giocati da quasi centomila persone, con una quarantina di titoli a disposizione, scritti o tradotti nella nostra lingua.

Ma quanti, tra i non-giocatori, sanno cos'è davvero un Gioco di Ruolo? Ora cercheremo brevemente di rispondere agli interrogativi e ai dubbi più frequenti.

 Che cos'è un Gioco di Ruolo?

 È un gioco in cui i partecipanti interpretano i personaggi di una storia che essi stessi inventano mossa dopo mossa, sotto la guida di un Master (o "Narratore"). Quest'ultimo espone una situazione, mentre gli altri giocatori raccontano a turno le azioni del proprio personaggio all'interno del gruppo, cercando di perseguire la trama della storia: avventurieri che devono liberare la principessa prigioniera del drago, o uno sceriffo e i suoi aiutanti a caccia dei contrabbandieri di whisky nel selvaggio West, o i ribelli di Guerre Stellari che cercano di mettere in salvo i piani della più potente astronave della galassia, oppure coniglietti e maialini di un cartone animato in cerca delle loro leccornie preferite

 Come nel "facciamo finta che io sono..." che si giocava da bambini?

 Sì. Ma attorno ad un tavolo, senza bisogno di correre, saltare, inseguirsi. Se un giocatore vuole che il suo personaggio compia un'azione dall'esito incerto, come saltare giù da un treno in corsa o convincere il sospettoso custode di un museo a farlo entrare fuori orario, ricorre in genere al lancio dei dadi. L'azione riesce o fallisce e dunque la storia procede in un modo o nell'altro influenzata sia dalle decisioni del giocatore che dal sempre imprevedibile risultato dei dadi.

 Quindi, chi vince?

 Non vince nessuno. È un gioco di narrazione e di cooperazione. Lo scopo è divertirsi a inventare tutti insieme una storia.

 È vero che molti enti pubblici inseriscono il Gioco di Ruolo tra le loro attività?

 Sì. Perché è un gioco socializzante e perché sviluppa la creatività e la fantasia. In Francia viene usato da molti assistenti sociali con ragazzi che hanno problemi di integrazione, e la "Direction de la Jeunesse et des Sports" ne raccomanda l'utilizzo agli animatori delle Case di Quartiere. In Italia il Gioco di Ruolo viene impiegato da unità Scout, in attività ricreative nelle carceri, persino da alcune società di selezione del personale. Molte biblioteche, poi, ospitano e organizzano attività di Gioco di Ruolo.

 Che cosa c'entrano le biblioteche?

 È semplice: il Gioco di Ruolo sprona alla lettura: spesso, infatti, i giocatori si documentano per definire meglio le ambientazioni del loro gioco preferito, o leggono i romanzi cui esso è ispirato: gli appassionati di giochi di ruolo, risulta da numerose ricerche sul campo, leggono mediamente di più dei loro coetanei.

 In Italia hanno giocato persino nelle scuole, vero?

 Sì. Diverse scuole elementari e medie, sia inferiori che superiori, hanno utilizzato il Gioco di Ruolo nell'ambito dei loro programmi didattici. "Ludendo docere", cioè "insegnare giocando", è un motto antico: e il Gioco di Ruolo è assai adatto perché insegna a raccontare e a coordinare la propria creatività con quella degli altri. L'uso dei dadi abitua poi a stimare le probabilità di uscita di certi numeri o combinazioni, e dunque introduce a una certa dimestichezza con il calcolo delle probabilità. Molti "Narratori" amano inserire nelle loro avventure enigmi o problemi da risolvere, stimolando così le capacità logiche dei loro giocatori. E non scordiamone l'utilità per l'apprendimento delle lingue: gli appassionati, infatti, comprano spesso i giochi di ruolo stranieri prima che vengano tradotti in italiano: si esercitano così nella lettura dell'inglese, e talvolta del francese, del tedesco, dello spagnolo. Come ogni buon romanzo o film, infine, un buon Gioco di Ruolo di ambientazione storica o letteraria, e ce ne sono diversi, può insegnare facilmente e allegramente le più svariate nozioni e conoscenze.

 E' nato da molto il Gioco di Ruolo?

 Il primo Gioco di Ruolo, "Dungeons & Dragons", è stato pubblicato nel 1974 negli USA dalla TSR (Tactical Studies Rules): inventato da Gary Gygax e Dave Arneson, appassionati di giochi di simulazione, rivolgendosi a giocatori come loro che avevano e che hanno come unico fine il divertimento. Alcune tecniche terapeutiche, come lo psicodramma, hanno una certa somiglianza con il Gioco di Ruolo. In uno psicodramma vengono messi in scena problemi e conflitti della vita reale, che riguardano l'individuo e i suoi rapporti con gli altri, in un Gioco di Ruolo vengono interpretati personaggi di fantasia inseriti in un universo narrativo.

 Esistono delle ricerche? E cosa dicono?

 Vediamo: i ricercatori americani Suzanne Abyeta e James Forest chiariscono con un'ampia documentazione che chi pratica giochi di ruolo ha meno tendenze violente e distruttive del resto della popolazione. I personaggi più violenti ed egoisti vengono scelti da una minoranza dei giocatori, i più scelgono di interpretare eroi positivi, rispettosi delle regole e leali verso i compagni: lo rivela, in Italia, una ricerca di Alessandra Areni e Luca Giuliano, sociologi all'Università la Sapienza di Roma ed esperti di giochi di ruolo. Del resto, che la messa in scena della violenza abbia funzione catartica lo sosteneva già Aristotele, e le scene violente raccontate nell'avventura di un Gioco di Ruolo non sono più forti di quelle presenti in un qualsiasi romanzo d'avventure o in un film d'azione.

 La funzione del gioco è ora chiara, ma perché esiste "Le Rune del Lupo"?

 Sono anni che assiduamente portiamo avanti attività ludiche ed ognuno di noi si è spesso reso conto di essere molto fortunato?. infatti abbiamo conosciuto molte persone desiderose di giocare, senza purtroppo averne né la possibilità materiale, né le persone con cui farlo.

Nel momento della fondazione de "Le Rune Del Lupo" non avremmo avuto bisogno di dare un aspetto burocratico a queste attività che già da anni svolgiamo con regolarità. Gli intenti che ci hanno mosso non sono certamente nati dalla mancanza di uno spazio, di giochi o di altro; invece la costante presenza di ragazzi (ma non solo) che avevano voglia di confrontarsi con noi nella moltitudine di giochi che esistono è stata la vera molla che ci ha spinti a farci carico di concretizzare un'associazione come questa: utile, pratica, ma soprattutto molto più vicina di altre alle esigenze socio culturali dei giovani.

Abbiamo ben spiegato come la nostra sia a tutti gli effetti un'associazione ludico-culturale ed il fatto di coniugare il gioco con modi socializzanti, educativi di stimolo culturale non è certo uno slogan che abbiamo utilizzato per attirare associati, ma abbiamo voluto dare il giusto inquadramento ad un gruppo che spera di crescere e di collaborare a stretto contatto con le realtà locali come le manifestazioni, le fiere, ma soprattutto con le persone, perché possano avere un ulteriore punto di riferimento nell'utilizzare il loro tempo libero.

 









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